MARTINA ZOPPIS
Candidata Consigliere
Nella borsa di Martina c’è sempre un libro. “Si perché per me leggere significa entrare dentro una storia e sognare”. Martina passeggia tra le dune e il mare mentre la primavera si veste d’autunno. Inizia piovere e il suo rifugio di carta si chiama Via col Vento, “costruito” con pagine del 1953. Studi classici, figlia di medico, era lanciata su una strada di certezze spinta dalla sua laurea in biologia e una professione al Don Gnocchi di Milano. Ma il libro della sua vita racconta una storia di cambiamenti inaspettati che la portano da Milano a Castagneto Carducci. “È stata una scelta di cuore. Nella vita bisogna sempre essere aperti e pronti ai cambiamenti. E così ho lasciato le potenzialità di un’intensa vita professionale per trovare altri equilibri. Gli affetti e un ambiente fatto di grandi spazi naturali hanno scritto le pagine del mio cambiamento”. Mare, natura, vino, Michele e poi Giovanni, la gioia più grande “che cresce in mezzo ai libri perché leggere significa imparare a parlare e sognare”. Nessun rimpianto per i progetti milanesi e la consapevolezza di avere fatto la scelta giusta. “Qui la vita rallenta, trovi i giusti ritmi; scopri il valore della lentezza”. Martina da piccola sognava di fare l’avvocato, ha studiato per diventare biologa e ora fa la libraia. “Già perché tra i libri mi sento bene. In una libreria ci sono tutti mondi possibili. È importante avere una visione. “In una società liquida i nostri bambini e bambine, futuri uomini e donne devono avere gli strumenti giusti per relazionarsi. Lettura, teatro, spazi di condivisione sono fondamentali per incontrare sé stessi e gli altri”. Il futuro riserva sempre sorprese. Ma con un libro in borsa si può andare più lontano. In realtà Martina ne aveva due di libri in borsa. L’altro era La donna degli alberi. “Assolutamente da leggere”.
Nata a Milano nel 1988. Laurea in Biologia. Professione Libraia. Sposata con Michele e mamma di Giovanni, vive a Castagneto Carducci dal 2016.
IDEE, IMPEGNO E LAVORO
Martina ha scelto di mettersi in gioco perché “partecipare a un progetto che possa contribuire a migliorare il territorio in cui vivo è qualcosa di stimolante. Servono idee, impegno e un lavoro che inizi dalla scuola”.
