Samba Diop

SAMBA DIOP

Candidato Consigliere

Samba guarda il mare. È abituato a guardare lontano. “Quando sono arrivato a Castagneto Carducci era il 24 dicembre. Ricordo il silenzio. Un silenzio grande come il mare”. Diogal, suo fratello, era già approdato in Italia da qualche anno, mentre Samba è arrivato con un nulla osta grazie a un contratto di lavoro a Marina di Castagneto. Per lui l’Europa era Milano, il movimento, la folla, il caos. “E invece a Marina c’era un silenzio assordante. Non c’era nessuno. Questa tranquillità mi ha spiazzato”. Giorno dopo giorno l’ansia è volata via è ha iniziato ad assaporare la tranquillità di questo luogo. Diogal è stato subito chiaro con me: “La prima cosa da fare è studiare, imparare bene l’italiano e capire come si vive in Italia”. Mentre si racconta guarda il mare ma se chiude gli occhi racconta questa terra con tre parole: “agricoltura, ospitalità, libertà”. E quando stacca dal lavoro ama abbracciare quella tranquillità che all’inzio gli sembrava strana. Dove? “Mi piace camminare sulla striscia di sabbia tra il Paradù e San Vincenzo”.  “Essere coinvolto in Responsabilità Civica per me è una bellissima opportunità, il segno che questi 25 anni hanno portato un cambiamento. Le origini sono diverse ma oggi siamo un’unica comunità dove la diversità è una ricchezza e siamo un bell’arcobaleno”. Il mio obiettivo è riattivare un senso di partecipazione che in passato mi sembrava più vivo. Oggi c’è più individualismo e il compito della politica è quello di condividere, ascoltare e idealmente camminare tenendoci tutti per mano. Perché da soli non si va da nessuna parte”. Ha le idee chiare Samba. Continua a guardare il mare ma adesso la tranquillità è diventata una cara amica.

Samba vive a Castagneto Carducci, in paese, ha una bella famiglia e quattro figli. Lavora come caposquadra per Antinori e nel tempo rimanente aiuta il fratello Diogal al Bagno Acacia.

IMPEGNO E CORAGGIO

Conosco Catia da tanti anni e quando mi ha chiesto di accompagnarla nel suo percorso di Responsabilità Civica ho pensato: “Ce la farò? Lavoro tanto e so che si tratta di un impegno importante. La famiglia mi sostiene e così mi sono fatto coraggio“.

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