Sognambula e la Tuscany Trail salutano Castagneto Carducci nell’indifferenza e nel silenzio di un’amministrazione che denota una certa approssimazione nella visione di un territorio dalle grandi potenzialità turistiche.
Gli eventi che qualificano le potenzialità turistiche di un territorio sono quelli che contribuiscono a delineare e rendere attrattiva l’identità della destinazione per un pubblico selezionato in cerca della giusta motivazione per intraprendere un viaggio.
Castagneto Carducci dagli anni ’60 è una meta particolarmente indicata per un turismo familiare e, dagli anni ’90, è diventata meta apprezzata per gli amanti del vino, dell’enogastronomia e del turismo sportivo da praticare all’aria aperta.
Due eventi che hanno dato grande visibilità al territorio negli ultimi anni sono stati Sognambula e la Tuscany Trail, nel loro genere caratterizzati da idee di fondo molto originali capaci di sviluppare una forte identificazione con la località. Per ben 9 anni Sognambula è stato il festival onirico del teatro di strada capace di trasformare il borgo di Castagneto in un vero e proprio incanto grazie ad atmosfere e interpretazioni di artisti internazionali che hanno offerto performance di alto livello. La Tuscany Trail, il più grande evento di bikepacking del mondo, è stato l’evento turistico-sportivo più importante nel comune di Castagneto Carducci dove, nell’ultima edizione (2024), si sono radunati circa 5000 partecipanti provenienti da 44 paesi diversi; un vero e proprio “big event”, in pratica un viaggio in bicicletta gravel in modalità “unsupported” – quindi in autosufficienza – con partenza e arrivo a Donoratico attraverso le strade secondarie (molte sterrate) più belle della Toscana.
La triste, tristissima notizia è che Sognambula è scomparsa dalla programmazione e la Tuscany Trail ha abbandonato Castagneto Carducci scegliendo come base logistica per le prossime edizioni Campiglia Marittima.

Lasciarsi scappare questi due eventi appare quantomeno discutibile. Non si capisce se si tratta di una scelta consapevole o di semplice e inspiegabile disinteresse. In entrambe i casi per il movimento turistico sul territorio siamo davanti a una perdita molto grave. Soprattutto in un momento in cui c’è una concorrenza spietata nel mercato turistico sempre alla ricerca di azioni efficaci per qualificare un’offerta sostenibile e di qualità. Il tutto nel più laconico silenzio dell’amministrazione che non ha speso una parola, nessuna comunicazione che rendesse pubblica quale sia la visione e la politica che abbia portato a queste scelte scellerate.
Sognambula è stata sostituita da Incantastorie, a detta di tutti la sua brutta copia, caratterizzata da improvvisazione, artisti di livello molto inferiore e un’organizzazione carente nei servizi (si parla di spettatori in possesso del biglietto che hanno atteso invano a Marina la prevista navetta per Castagneto). Si è avvertita la mancanza di una direzione artistica all’altezza e di una regia, aspetti fondamentali nell’organizzazione di eventi teatrali da integrare negli spazi di un paese vivente. La Tuscany Trail dopo due anni in cui ha contribuito a trasformare Castagneto Carducci in una delle capitali mondiali del cicloturismo si è trasferita altrove nell’indifferenza generale, neanche fosse la sagra del baccello… E purtroppo la prossima edizione non prevede neanche il passaggio su questo territorio. Siamo di fronte a un fatto imperdonabile perché la Tuscany costituisce un’opportunità preziosa per l’economia di un territorio: oltre ai 5000 partecipanti, i familiari di tanti ciclisti che durante la performance che va mediamente da 4 giorni a una settimana rimangono nella zona che rappresenta la base logistica dell’evento. Il grande valore della Tuscany è legato anche al periodo svolgendosi in primavera e quindi progetto imprescindibile per la tanto decantata destagionalizzazione. In termini concreti si parla di una ricaduta economica per la Toscana di 17 mln di euro, mentre per Campiglia Marittima che ospiterà le prossime tre edizioni, di 6,5 mln. Un’amministrazione lungimirante avrebbe fatto carte false per fare in modo che Castagneto Carducci rimanesse il punto di riferimento di un evento così importante.
Va considerato inoltre che mentre Sognambula è il frutto di un’idea intelligente di Elisa Barsacchi, assessore al Turismo tra il 2014 e il 2019, la Tuscany Trail è un regalo piovuto dal cielo arrivato qui grazie all’azione di cittadini legati a questo territorio come Arnaud Bachelard che tre anni or sono propose agli organizzatori di portare la Tuscany a Castagneto Carducci.

Tutto ciò denota una visione di territorio quantomeno discutibile perché la caratteristica dei due eventi è che costituivano appuntamenti con grande appeal per persone provenienti da altre regioni e altri paesi muovendo numeri molto importanti. Vivere un’esperienza di valore genera un virtuoso passaparola, da sempre il metodo più concreto ed efficace per promuovere il territorio. Inoltre non si tratta di eventi elitari destinati a pochi eletti ma di portata popolare e quindi in grado di garantire un effetto moltiplicativo molto efficace sia in tema di comunicazione attraverso i social e di partecipazione garantita dalla diffusione spontanea.
Di fronte a tali opportunità l’impegno economico dell’amministrazione non è da considerare una spesa ma un investimento molto redditizio in termini di ricaduta economica diretta e di promozione del territorio. E comunque a fronte degli introiti garantiti dalla tassa di soggiorno (circa un milione) stiamo parlando di impegni decisamente sostenibili. Tutto ciò diventa assurdo, inspiegabile e ingiustificabile se solo si pensa a quanto costa oggi una campagna pubblicitaria o un’azione sul mercato per promuovere il turismo. Gli eventi che qualificano, caratterizzano e promuovono il territorio oltre i confini locali dovrebbero essere supportati (non “sopportati”) dagli amministratori che hanno il compito di contribuire a renderli sempre migliori destinando maggiori investimenti per il bene del territorio.
Infine un breve accenno a un’altra manifestazione storica: Castagneto a Tavola. Nasce negli anni ’90 con l’obiettivo di promuovere il territorio attraverso l’identità enogastronomica di Castagneto Carducci che, oltre ai vini di Bolgheri, vanta una tradizione unica e straordinaria come la testa di cinghiale. Col tempo è diventato un evento sempre più elitario e ristretto, poco conosciuto e per nulla comunicato fuori dal territorio. Invece di rivolgersi a un pubblico nazionale e internazionale è ormai un appuntamento che si esaurisce in un bel pranzo locale per i soliti noti.
