Rammarico e sconcerto per un fatto di cronaca che ha portato Castagneto Carducci sulle prime pagine di molto giornali e organi di informazione. Il caso dei bambini della scuola dell’infanzia Il Parco accompagnati in gita “didattica” con lo scuolabus messo a disposizione dall’amministrazione comunale presso l’azienda agricola riconducibile alla famiglia Fedele è arrivato in Parlamento. Gli onorevoli La Porta e Michelotti di FDI hanno presentato un’interrogazione ai ministri dell’Istruzione e dell’Interno per approfondire la vicenda.
Il fatto accaduto lo scorso mese di aprile è stato oggetto di due interrogazioni in consiglio comunale di Catia Mottola per Responsabilità Civica e Ombretta Bartoli per Noi per Castagneto. In un paese da sempre schierato nella lotta contro l’illegalità è stato chiesto al sindaco e alla giunta come possa essere stato possibile che l’ufficio comunale addetto alla scuola abbia autorizzato l’utilizzo dello scuolabus per accompagnare una scolaresca in un’azienda senza nessun requisito di “fattoria didattica” peraltro appartenente alla famiglia di un pluripregiudicato.
Nella risposta alle interrogazioni in consiglio comunale e nel comunicato affidato all’ANSA il sindaco Sandra Scarpellini risponde con parole quantomeno imbarazzanti sostenendo che l’ufficio scuola non ha ravvisato “la necessità di ulteriori approfondimenti rispetto ad una generica indicazione di fattoria Fedele come meta della gita, ritenendo già vagliata ed esclusa dai richiedenti una situazione non conforme alle attività di legalità che il Comune svolge ormai da anni”. Questa affermazione rasenta il grottesco. E poi ancora: “Rispetto ad un procedimento semplice come la messa a disposizione dello scuolabus, la posizione organizzativa responsabile è coinvolta in modo diretto dai propri collaboratori solo quando questi ritengano che sussistano condizioni di palese difformità rispetto alla possibilità di utilizzo del mezzo pubblico. Condizione che non è stata ravvisata nella fattispecie, dando per scontato, come detto, l’accertamento della congruità dell’uscita didattica”. In buona sostanza portare dei bambini nella proprietà di un pluripregiudicato ben noto sul territorio a cui sono stati confiscati beni di proprietà, si suppone sia considerata un’attività lecita, congrua, opportuna e persino didattica.
Da sottolineare che la risposta orale data nel contesto del consiglio comunale presenta sostanziali differenze con la risposta scritta prodotta due settimane dopo.
Nel comunicato affidato all’ANSA il sindaco parla di inclusività e buona fede portando argomentazioni che non servono a chiarire come possa essere accaduto un fatto così grave eludendo le uniche argomentazioni pertinenti vale a dire:
La responsabile dell’ufficio scuola che ha autorizzato l’uscita dello scuolabus era consapevole di quello che stava accadendo?
L’assessore alla scuola era a conoscenza del fatto che l’ufficio avesse autorizzato l’utilizzo dello scuolabus?
L’accusa del sindaco Sandra Scarpellini di aver strumentalizzato politicamente bambini piccoli è totalmente fuori luogo in quanto nelle interrogazioni nessuno ha fatto riferimento a questo. È stata lei che ha utilizzato questo argomento e parlato di una non meglio precisata inclusività senza chiarire a cosa si riferisse.
Meglio sarebbe stato riconoscere responsabilità ben evidenti all’origine di questa vicenda senza ricorrere a giustificazioni che tanto sanno di sterili acrobazie verbali. E ancora meglio cogliere questa occasione per lanciare un messaggio definitivo su come l’educazione alla legalità costituisca uno strumento per comprendere senza mezze misure da che parte non si debba mai stare.
Una delle più belle testimonianze che ci ha lasciato Papa Francesco sul tema ci aiuta a sintetizzare questa bruttissima vicenda: “L’educazione non può essere neutra. O è positiva o è negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla”.
Altre fonti della notizia:
Il Telegrafo: https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/gita-asilo-polemica-ay3ltf3z
